Il dumping è figlio dei bilaterali. Voluti dal governo!

Le misure di accompagnamento… una ciofeca!

Coloro che oggi combattono l’iniziativa sono gli stessi che hanno sostenuto gli accordi Bilaterali a più riprese.
Sono gli stessi che hanno giurato e spergiurato che il dumping non ci sarebbe stato grazie alle cosiddette misure di accompagnamento.
Quelle misure si sono però rivelate un vero e proprio fallimento. Non hanno saputo contenere l’offensiva padronale che vuole abbassare i salari. Anzi, come abbiamo visto nel caso dei contratti normali di lavoro, queste misure in realtà favoriscono e promuovono il dumping salariale, ad esempio rendendo legali salari mensili di 3’000 franchi lordi.

 

Hanno fallito!

Hanno promesso che avrebbero difeso i salari e le condizioni di lavoro. Le cose sono andate e stanno andando in modo diverso e sempre peggio. Non dobbiamo credergli, non hanno mantenuto le promesse fatte.

Tentano di fregarti col controprogetto (ciofeca).

Governo e Parlamento tentano di rifare lo stesso colpo che hanno fatto in occasione degli Accordi Bilaterali.
Promettono misure generiche (il controprogetto) con il solo obiettivo di combattere l’iniziativa e di farla fallire.

Ci promettono interventi che in realtà non sono tali, vere e proprie ciofeche che non permetteranno di combattere per nulla il dumping salariale.

 

Come hanno già fatto coi bilaterali!

Ancora un volta cercano di carpire la buona fede di chi è preoccupato per il dumping salariale, promettendo il nulla e sperando, ancora una volta, di farla franca. Non dobbiamo credere a queste false premesse.

Ricordiamoci cosa è successo con gli Accordi Bilaterali!

Combattere il dumping costa poco. E conviene!

Costa troppo? Bugia per spaventarti!

Governo e Parlamento sono costretti a mentire per far paura alla gente, gonfiando i costi dell’iniziativa.

Dieci milioni: è questo il costo dell’iniziativa secondo il Consiglio di Stato. Ed è un bugia bella e buona. Naturalmente dire che la realizzazione dell’iniziativa costa la bella somma tonda tonda di dieci milioni serve a impressionare.
Come dire: guardate quanti soldi vogliono spendere gli iniziativisti.

10 milioni? Una bugia!

l’iniziativa chiede che vi sia almeno un ispettore ogni 5’000 persone attive in Ticino. Ora le persone attive in Ticino sono circa 220’000. Il che dà un totale di circa 44 ispettori. A questi vanno aggiunti i relativi segretari e giuristi.

Governo e maggioranza del Parlamento hanno invece fatto un calcolo assolutamente sbagliato.
Invece di prendere il numero di persone attive, hanno preso come riferimento il numero degli abitanti (compresi quindi bambini, pensionati, etc.): e dividendo questo numero per 5’000 si ottiene 75 che, sempre secondo governo e maggioranza del Parlamento, è il numero di ispettori che ci vorrebbero per realizzare l’iniziativa.

Partendo da questo numero sbagliato (ed aggiungendo il resto del personale necessario) si arriva al calcolo dei dieci milioni.
Un costo assolutamente sbagliato.

La lotta al dumping costa lo 0.18% delle spese cantonali.

L’iniziativa costerà circa 6 milioni. Una cifra assolutamente sopportabile e, tutto sommato, modesta visto a quel che serve. Infatti 6 milioni rappresentano circa lo 0,18% di tutte le uscite annuali del Cantone. Si comprende allora quanto sia veramente poco lo sforzo finanziario richiesto visto che l’obiettivo è combattere il dumping salariale e sociale.

Domandiamoci: è veramente troppo aumentare le spese del Cantone dello 0,18% all’anno per combattere il dumping salariale, fenomeno che tutti giudicano come uno dei problemi principali con il quale siamo confrontati?

Cosa ha fatto il governo finora per combattere il dumping?

Governo e Parlamento se ne fregano del dumping.

Ancora una volta governo e maggioranza del Parlamento preferiscono le parole ai fatti.
Il controprogetto, di fatti, non propone nulla di concreto. Si limita ad afferma al disponibilità a dare qualche soldo in più per i controlli, su richiesta delle commissioni paritetiche.
In poche parole di continuare così come finora.
Cioè di continuare a non far nulla per combattere il dumping salariale e sociale.

Perché è questa la verità: in questi ultimi dieci anni non è stata presa alcuna misura concreta e di un certo spessore per combattere il dumping.

 

Hanno reso legali i salari di 3’000 CHF.

Anzi, le politiche messe in atto hanno di fatto favorito il dumping, cioè la spinta verso il basso dei salari.
Così, ad esempio, i contratti normali di lavoro introdotti in alcune professioni hanno oggettivamente favorito la diminuzione dei salari. Infatti, questi contratti hanno quasi sempre reso legali salari minimi attorno ai 3’000 franchi mensili.
Chi, vivendo e lavorando in Ticino, può vivere con questi salari. Eppure, essi sono diventati salari legali, validi per tutti e tutte.

 

Hanno rifiutato i 4’000 CHF di salario minimo.

Una proposta dell’MPS di portare il livello di questi salari minimi fissati nei contratti normali di lavoro ad almeno 4’000 franchi per tredici mensilità è stata rifiutata dagli stessi che oggi dicono di voler combattere il dumping.

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Progetti presentati

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Interventi sui salari

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Misure efficaci

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NIENTE

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